Dialogo, collaborazione e apertura: il Rettore René Roux racconta la Facoltà di Teologia

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Servizio comunicazione istituzionale

2 maggio 2025

La Facoltà di Teologia di Lugano, affiliata all’Università della Svizzera italiana, è un polo internazionale frequentato da una comunità con origini - ma anche spiritualità - differenti. René Roux, Rettore della Facoltà, ha raccontato questa molteplicità in un’intervista pubblicata dal Corriere del Ticino.

La “Veritatis gaudium”, la riforma voluta da Papa Francesco, prevedeva quattro pilastri: entrare nel cuore del messaggio cristiano; dialogare a tutto campo con le altre religioni; rafforzare la inter - e trans - disciplinarità della proposta accademica; e fare rete con le altre strutture accademiche religiose. Quattro aspetti che, come sottolineato da René Roux, ben si allineano ai principi già cari alla Facoltà di Teologia di Lugano: "Da un certo punto di vista, tenuto conto dell’ispirazione di base della Facoltà e dei suoi sviluppi nei vari ambiti filosofici e religiosi, come pure dei numerosi accordi e contatti con altri centri cattolici e non, mi verrebbe da dire che la 'Veritatis gaudium' ha confermato ufficialmente la linea che la Facoltà ha adottato da tempo. La Facoltà di Teologia, essendo di recente fondazione e per sua natura inserita in un contesto multiculturale, ha vissuto molti di questi processi già dai primi anni della fondazione".

La Facoltà di Teologia ospita studenti e docenti provenienti da tutto il mondo: "L’internazionalità della Facoltà di Teologia di Lugano può sorprendere, tanto più che essa utilizza la lingua nazionale, l’italiano, per i suoi percorsi teologici. Essa rispecchia in ogni caso la larghezza di orizzonti del suo fondatore, mons. Eugenio Corecco, che ha sempre considerato il canton Ticino non un luogo chiuso in cui rifugiarsi, ma una base operativa per costruire un mondo più coeso e umano. La dimensione internazionale è stata voluta sin dall’inizio" ha ricordato il Rettore.

Nel corso dei suoi trent’anni di attività la Facoltà di Teologia ha espanso la sua offerta, senza però perdere lo spirito che l’ha caratterizzata sin dalla sua istituzione: “La Facoltà è iniziata con una quarantina di studenti: già trent’anni fa, nel curricolo degli studi, discipline come Filosofia, Diritto canonico e Scienze religiose erano presenti. La loro espansione non ha mutato lo spirito della Facoltà, ma ha arricchito l’istituzione con ulteriori programmi. Il mondo accademico per sua natura si evolve e dialoga con la realtà: anche la teologia ha bisogno di libertà per vivere e svolgere la sua missione”.

Se da un lato è vero che si assiste a una “carenza di vocazione”, che potrebbe mettere in difficoltà le facoltà di teologia, dall’altro, come ha ricordato il Rettore Roux, negli ultimi anni è aumentato l’interesse nei confronti della teologia e delle discipline a essa connesse: “La carenza di vocazioni è un problema che riguarda in primo luogo le parrocchie, le diocesi e le Chiese in generale: solo in un secondo momento essa si riflette nelle facoltà, ove per altro cresce il numero di studenti laici e di ricercatori, anche presbiteri, che vengono per acquisire formazioni specialistiche. La Facoltà di Lugano è in stretto contatto con i seminari e le case di formazione dei candidati al presbiterato al fine di fornire una preparazione accademica sempre più rispondente alle nuove sfide cui i futuri presbiteri saranno confrontati. Il percorso accademico presso la Facoltà di Teologia è aperto a tutti e a tutte. Questa apertura garantisce una pluralità molto positiva”.

La Facoltà intrattiene, come sottolineato dal Rettore, una collaborazione molto stretta con la Chiesa di Lugano: “Il rapporto è molto stretto, per natura delle cose: la Facoltà è stata fondata dal vescovo di Lugano, che ne è il gran cancelliere; la Chiesa di Lugano è fra i principali sostenitori della Facoltà; essa prepara sacerdoti, insegnanti di religione e operatori pastorali che presteranno servizio presso la Chiesa di Lugano; organizza inoltre numerosi eventi e iniziative di alta divulgazione destinati a tutta la popolazione, cattolica e non. La Facoltà contribuisce indirettamente anche alla copertura dei bisogni pastorali della Diocesi. Molti sacerdoti studenti prestano aiuto part-time nelle comunità parrocchiali ticinesi. C’è da dire che alcuni nostri docenti sono anche coinvolti come consulenti presso gli organi della Conferenza dei vescovi svizzeri e quelli centrali della Santa Sede”.

Dal 2021 la Facoltà di Teologia è affiliata all’USI, grazie a un accordo che è “frutto di un lungo processo di studio che ha consentito una formula di collaborazione tenente conto delle varie esigenze e sensibilità in gioco sul territorio, con il fine di potenziare il polo universitario luganese. In base a esso, ad esempio, il piano strategico della Facoltà è inserito in quello dell’USI: percorsi di studio e nomine professorali sono validate dai competenti organi USI, nei quali la Facoltà di Teologia è rappresentata come le altre facoltà. I diplomi erogati sono diplomi congiunti. La collaborazione tra realtà universitarie e formative è sicuramente una delle nostre priorità”.

Anche la Facoltà di Teologia, come le Facoltà dell’USI, ha a cuore il suo ruolo nell’ambito del cosiddetto “terzo mandato”, che prevede la divulgazione e la trasmissione del sapere alla popolazione: “Il tema religioso è di interesse generale e crescente, indipendentemente dalle convinzioni private del singolo. Oltre ai numerosi eventi pubblici che la facoltà organizza regolarmente, mi piace qui ricordare i programmi di formazione ERES, sulla pedagogia religiosa in età evolutiva, destinati ai docenti di religione e ai catechisti del cantone, come pure il nuovo programma di pastorale sanitaria, destinato a coloro che prestano servizio negli ospedali e nelle case per anziani. Sono in preparazione programmi nel settore dell’etica applicata. Il territorio ticinese è intriso, per sua storia, di molti elementi e tradizioni religiose cristiane: darne dei caratteri interpretativi penso sia un servizio culturale molto prezioso. È un settore in pieno sviluppo, trovo che la cura del 'terzo mandato' sia un arricchimento per tutta la comunità accademica”.

La Facoltà svolge inoltre un ruolo nell’ambito del dialogo interreligioso ed ecumenico, come ricordato dal suo Rettore: “La Facoltà ha l’Istituto Religioni e Teologia (ReTe) che offre un Master specifico in lingua inglese sul dialogo interreligioso e svolge ricerche in questo senso. Ciò però che mi ha maggiormente colpito quando mi sono trasferito in Ticino, è stato vedere come questa Facoltà, che si caratterizza per una chiara e decisa identità cattolica, sia frequentata con piacere anche da studenti protestanti, ortodossi e anche appartenenti ad altre religioni o senza religione. Il dialogo, ecumenico e interreligioso, non è frutto di relativismo, ma di conoscenza e rispetto reciproco”.

L'intervista completa al Rettore René Roux, pubblicata dal Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link e in allegato.